L'allestimento museale si sviluppa all'interno di due prestigiosi ambienti della
Cattedrale di Sessa Aurunca: la Cripta e la cappella o sala di San Lucio.

 


Per la costruzione della Cripta, coeva con la fondazione dell'edificio (1103 - 1113), si fece ricorso a colonne e capitelli di spoglio, accanto ad altri medievali. Nel secolo XVIII, come per la parte superiore della Cattedrale, si operarono degli ammodernamenti che comportarono la stuccatura delle volte, la pavimentazione in riggiole tipiche dell'area napoletana e l'inserimento di un altare in marmi commessi.





San Lucio si sviluppa al di sotto dell'attuale cappella del SS. Sacramento. Molti studiosi hanno ipotizzato che quest'ambiente fosse la torre della campane mai completata o parzialmente crollata. La pianta di San Lucio, comunicante con la Cripta tramite una scala, è pseudo rettangolare con un soffitto a volta in cui sono inseriti degli elementi modanati in stucco.
In quest'ambiente agli inizi del Novecento il vescovo di Sessa, Mons. G. M. Diamare (1888 - 1914), voleva realizzarvi un museo non riuscendo nel suo intento, verosimilmente per ragioni economiche. Dobbiamo, però, all'opera di quest'illustre prelato la conservazione di numerosi "pezzi" provenienti da più edifici della cittadina. Durante la seconda guerra mondiale, si utilizzò la "sala" come refettorio e successivamente come deposito dell'Archivio vescovile e in parte della biblioteca diocesana. Del tutto dimenticata, si è riusciti a realizzare, dopo accurati interventi, l'idea di Mons. Diamare allestendo una esposizione museale del Capitolo Cattedrale. Quest'Ente morale, nei secoli precedenti definito il "senato del vescovo" ha commissionato, sin dalla sua fondazione, innumerevoli opere d'arte che, per problemi di sicurezza e conservazione, avevano perso il loro contesto.